Alfabeto spagnolo con pronuncia

Riccardo Cava

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Proprio come l’italiano, lo spagnolo ha un’ortografia molto fonetica (molte lettere hanno pronunce fisse e tutte le lettere scritte si leggono, “H” esclusa). L’alfabeto spagnolo è composto da 27 lettere e due digrammi, ossia coppie di lettere rappresentanti un unico suono (ad esempio, “gn” in italiano è un digramma).

La lista sottostante contiene le lettere e i diagrammi con le loro pronunce. Nelle parentesi quadre trovate il “nome” delle lettere (così come “acca” è il nome della lettera “H” e “zeta” è il nome della lettera “Z”).

Prima di tutto, elenchiamo le lettere che si pronunciano come in italiano: Le vocali (A, E, I, O, U), B, D, F, H, L, M, N, P, T. Le vocali si chiamano come in italiano (a, e, etc.), mentre i nomi delle consonanti sono, rispettivamente: [be], [de], [efe], [hache], [eme], [ene], [pe], [te].

Ora, elenchiamo le lettere aventi pronuncia differente:

C [ce]: ha tre diverse pronunce:

  1. Quando è seguita da “e” o “i”, si pronuncia come l’inglese “th” nella parola “think”, suono inesistente in italiano che assomiglia ad una “S” detta con la punta della lingua poco al di fuori degli incisivi superiori.
  2. Per sapere come pronunciarla quando precede un’acca, leggere il prossimo punto.
  3. In tutti gli altri casi, si pronuncia come nell’italiano “casa”.

CH [che]: uno dei due digrammi dell’alfabeto spagnolo, si pronuncia come “c” in “cibo”.

G [ge]: quando è seguita da “e” o “i”, si pronuncia come il tedesco “ch” in “buch”; è un suono gutturale inesistente in italiano. In tutti gli altri casi, si pronuncia come una “G dura” in italiano (quella nella parola “gara”). Si noti che in spagnolo “gn” si pronunciano come due consonanti distinte.

J [jota]: si pronuncia sempre come la “G” quando, in spagnolo, è seguita da una “e” o una “i”.

K [ka]: si pronuncia come una “c dura”.

LL [elle]: questo secondo e indivisibile digramma si pronuncia come “gl” nell’italiano “aglio”. Può trovarsi all’inizio di una parola.

Ñ: [eñe]: come “gn” nell’italiano “gnocchi”.

Q [cu]: sempre seguita da “ue” o “ui”, si pronuncia come in italiano.

RR [ere]: simile alla erre italiana, ma più forte.

S [ese]: uguale alla esse sorda italiana, che troviamo, ad esempio, in “salto”.

U [u]: come in italiano, è però muta quando si trova tra “q/g” e “e/i”. Parleremo in un altro articolo di “ü”.

V [uve]: si pronuncia come la “b”. Teoricamente esiste una differenza, ma è talmente minima che spesso gli spagnoli stessi la ignorano.

W [uve doble o doble uve: “doppia v”]: trovandosi solo in parole straniere, si seguono le regole di quella lingua.

X [equis]: si pronuncia “ks”, come in inglese.

Y [i griega; “i greca”]: come “i” in “iena”.

Z [zeta]: come “c” quando, in spagnolo, è seguita da “e” o “i”.

A proposito, se non l’hai già fatto, da’ un’occhiata alla mia guida su come evitare gli errori piú comuni in inglese.

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