E, ë, è, é, ed ê in francese – qual è la differenza

Riccardo Cava (traduzione), Jakub Marian (originale)

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La pronuncia della lettera “e” in francese è ambigua. Ci sono quattro modi per pronunciarlo: /e/ (come “e”, la congiunzione), /ɛ/ (come “è”, la terza persona del verbo “essere”), /ə/ (in italiano non esiste, lo si trova in alcuni dialetti come il napoletano, nella celeberrima parola “mammeta”, dove corrisponde alla pronuncia della “e”, ma anche in altri dialetti quali piemontese, ciociaro e alcuni emiliani. La pronuncia ricorda una e molto chiusa), oppure può essere muta. In questo post vedremo alcune regole di base che bisogna sapere se si vuole essere capiti e sembrare madrelingua in francese.

Pronuncia di ë, è, é, ed ê

I segni diacritici (gli accenti, o in generale i segni senza una pronuncia propria la cui unica utilità e cambiare pronuncia o senso ad una lettera o ad una parola) esistono solo per distinguere i casi in cui la pronuncia è diversa da quella stabilita dalle regole standard per la lettera “e”.

Ë con la dieresi è il caso più semplice da affrontare. La dieresi (i due puntini) significa che la “e” va pronunciata come /ε/ (come “è”, la terza persona del verbo “essere”), indipendentemente da ciò che la precede o segue, ed è usato in gruppi di vocali che altrimenti avrebbero pronuncia differente. Per esempio Noël (Natale) è pronunciato /nɔεl/ (Noèl), mentre “noel” (una parola che non esiste) andrebbe pronunciato / nœl/ (/œ/ suona come “ir” in “bird” (uccello) in inglese britannico con le labbra arrotondate o una “o” molto chiusa, tipo la ö tedesca). Questo segno può comparire anche sopra le altre vocali per lo stesso scopo; per esempio, naïve (ingenuo) è pronunciato /naiv/ (naìv), mentre “naive” (una parola che non esiste) andrebbe pronunciato /nεv/ (nèv).

È, con l’accento grave, indica la pronuncia /ε/ (come “è”, la terza persona del verbo “essere”). Ad esempio, nella parola père (padre), “pe” è una sillaba aperta, quindi se la parola fosse scritta “pere”, andrebbe pronunciata come /pəʁ/ (vi ricordate della pronuncia di “ə”?). Per indicare la pronuncia corretta /pεʁ/ (pèr, ma la “r” va pronunciata come in francese e non come in italiano), dobbiamo usare una “è”. La lettera “è” appare anche in alcune coniugazioni verbali; per esempio acheter (comprare) è pronunciato /aʃəte/ o /aʃte/ (“ascte”, dove “sc” si pronuncia come in “scena”), ma achete (che ci si aspetta sia la prima persona singolare del acheter, vale a dire “compro”) dovrebbe, secondo le regole, essere pronunciato /aʃt/ (asct). Generalmente in francese non ci sono molte consonanti tutte insieme alla fine di una parola, tant’è che, per evitare che ciò accada, la forma corretta é achète /aʃεt/ (ascet).

É, con l’accento acuto, indica la pronuncia /e/ (come “e”, la congiunzione). Va usato ovunque la pronuncia richieda questo suono, ma le regole generalmente dicono quando le “e” non accentate vadano pronunciate in questo modo. Ricordate di non accentare “e” quando la pronuncia è già stabilita dalle regole, come ad esempio nelle terminazioni “-ez” (ad esempio, in “vous avez” le regole stabiliscono già che la “e” sia chiusa, rendendo inutile l’accento, che non va scritto ), “-er” negli infiniti (ad esempio “aimer”), ed in altri casi.

Ê con l’accento circonflesso indica una “e” dopo la quale originariamente era scritta qualche altra lettera (di solito un “s”), che non si scrive più nel francese moderno. Ad esempio, être (essere) era originariamente scritto “estre”, derivazione del verbo latino “esse”, che si può ancora vedere nell’italiano “essere”. In ogni caso, dal momento che “ê” è fondamentalmente solo una forma di scrittura “es” che rende la sillaba chiusa, “ê” è di solito pronunciato /ε/ (come “è”, la terza persona del verbo “essere”). Immaginando “es” invece di “ê”, spesso possiamo dedurre il significato delle parole sconosciute; per esempio, forêt = “forest” = foresta, fête = “feste” = festa (o festival); intérêt = “interest” = interesse e molti altri. L’accento circonflesso viene usato allo stesso modo anche per altre vocali, ad esempio île = isola, hôte = “hoste” = ospite, hâte = “haste” (che in inglese vuol dire fretta o premura, come “hâte” in francese).

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