La posizione dell’accento in Spagnolo

Riccardo Cava (traduzione), Jakub Marian (originale)

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Diversamente da quella italiana, l’ortografia spagnola contiene già tutte le informazioni necessarie sulla posizione dell’accento; se vedete una parola spagnola nella sua forma scritta e conoscete le regole, sarete in grado di dire esattamente quale sillaba della parola è accentata, (quasi) senza eccezioni.

Ma quali sono le queste regole? Sono piuttosto semplici:

Se una vocale porta l’accento acuto (cioè á, é, í, ó, ú), è tale vocale (e la sillaba che lo contiene) ad essere accentata (come in italiano, del resto)

In altre parole, quando si vede una delle lettere á, é, í, ó, ú in una parola spagnola, si può dimenticare tutte le altre regole e semplicemente porre l’accento sulla suddetta vocale. Per esempio:

(el) éxito /ˈeksito/ (EC-si-to) – successo
inglés /iŋgˈles/ (ing-LES) – inglese (lingua, persona o aggettivo)
(el) árbol /ˈaɾβol/ (AR-bol) – albero

Tuttavia, l’accento viene scritto solo se non si trova nella posizione “classica”. La posizione sua predefinita è determinata dalla seguente regola:

Se una parola termina con una vocale (a, e, i, o, u) o con una “s” o “n” preceduta da una vocale, l’accento è sulla penultima sillaba (quella prima dell’ultima). In tutti gli altri casi l’accento cade sull’ultima sillaba.

Per esempio, nel primo caso:

(la) manera /maˈneɾa/ (ma-NE-ra) – modo, maniera
(la) gente /ˈxẽnte/ (CHEN-te) – gente, persone
(dove “CH” sono da pronunciare come nella parola tedesca “ich”)
(la) taxi /ˈtaksi/ (TAC-si) – taxi
(yo) conozco: Am. Lat.: /koˈnosko/ (co-NOS-co); Spagna: /koˈnoθko/ (co-NOTH-co, TH come in inglese) – (Io) so
(el) tofu /ˈtofu/ (TOF-u) – tofu
(los) padres /ˈpaðɾes/ (PAD-res) – genitori, padri (come in “padri fondatori”)
(ellos) pueden /ˈpweðen/ (PUE-den) – (loro) possono

Ecco alcuni esempi per il secondo gruppo (parole che terminano con una consonante diversa da “n” o “s”, si noti che “y” è considerata una consonante):

estudiar /estuˈðjaɾ/ (es-tu-DIAR) – studiare
español /espaˈɲol/ (es-pa-GNOL) – spagnolo
(yo) estoy /esˈtoi/ (es-TOI) – (Io) sto

Un altro modo di interpretare la regola della “s” e della “n” finale è: Quando c’è una “s” o “n”, questa non influenza il posizionamento dell’accento (per esempio, in “padre” è accentato il “pad”, così deve essere in “Padres”, dove c’è solamente l’aggiunta di una “s”).

C’è un piccolo gruppo di parole che terminano in “s” preceduta da una consonante, ad esempio bíceps o módems, e poiché la parola corrispondente senza “s” (bicep o modem) dovrebbe essere accentata sull’ultima sillaba (secondo la regola di cui sopra), si suppone che anche la parola con la “s” sia accentata sull’ultima sillaba; dal momento che non è così, l’accento va scritto. In pratica, ci sono così poche parole di questo tipo che è più facile ricordarle come eccezioni isolate.

Si noti che in spagnolo vengono spesso create nuove parole collegando pronomi ad un verbo (come in italiano: dire+mi=dirmi), quando ciò accade, l’accento non varia. Ad esempio, “dar” significa “dare” e “dármelo” significa “dare esso a me (darmelo, appunto)”. L’accento rimane su “dar”, ma la regola vuole che sia sul “me”, quindi, dal momento che infrange la regola, dobbiamo mettere un accento sulla “a”.

Parole che finiscono in -mente

All’inizio di questo articolo, ho scritto che le regole per il posizionamento dell’accento non hanno eccezioni. Per quanto sia vero, c’è ancora una regola che non abbiamo imparato. In spagnolo, gli avverbi sono formati da aggettivi che utilizzano il suffisso -mente (come in italiano: veloce+mente=velocemente). La regola per il posizionamento dell’accento in queste parole è:

Nelle parole del tipo “qualcosamente” in spagnolo, l’accento in “qualcosa” rimane esattamente invariato (e, nel caso fosse scritto, rimane scritto), e si aggiunge un altro accento non grafico sul “me” in “mente” (vale a dire che queste parole contengono due sillabe accentate).

Ad esempio, con le vocali accentate in grassetto:

lentamente /ˈlentaˈmente/ (LEN-ta-MEN-te) – lentamente, da “lento” (lento)
rápidamente /ˈrapiðaˈmente/ (RA-pi-da-MEN-te) – rapidamente, da “rápido” (rapido, veloce)
felizmente /feˈlisˈmente/ (fe-LIS-MEN-te) (Am. Lat.), /feˈliθˈmente/ (fe-LITH-MEN-te) (Spagna) – felicemente, da “feliz” (felice)

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